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PAROLE ED EMOZIONI... |
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A m'arcord - in Italiano “ Mi ricordo” |
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Amarcord quando dal mio piccolo paesino, papà mi portò a Rimini per vedere il
mare... avevo 8 anni...
Splendido!... questa distesa d’acqua infinita...
la spiaggia... gli ombrelloni... tanta gente che faceva il
bagno...
Noi non avevamo il costume e lo facemmo con le mutande... la gente ci guardava
divertita... Fu un giorno indimenticabile! Passarono gli anni e diventai ragazzino e insieme agli amici, Rimini (per il periodo estivo) diventò la nostra meta
preferita... avevamo a due passi da casa la capitale Europea del
turismo.
Le prime ragazzine venute dal nord... amarcord! Credo che nell’ultima frase della canzone “l’era bèl vedle a zarchè è su pesc che u iera caschè” – “era bello
vederlo raccogliere il pesce che gli era caduto” ci sia tutta l’innocenza, l’inconsapevolezza del bambino che non immagina neanche lontanamente il danno creato in quel
momento. Oggi l’ometto con il carretto siamo
noi... al posto del cavallo c’è la macchina... e al posto dell’odore del pesce ci sono i gas
inquinanti...
l’aria è pesante e profuma sempre meno di vita... la sfrenata corsa al progresso ci ha fatto perdere i veri valori esistenziali. |
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Ama la vita |
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Canzone spot per l’amore verso il prossimo e di conseguenza per la propria
vita. Ami la tua vita? ... E allora non farti del male facendo del male agli
altri. I tuoi genitori hanno fatto il possibile per insegnarti ad
amare... hanno cercato di darti il meglio e se non ci sono riusciti...
non cercare alibi in loro... correggi te stesso! |
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Come va? |
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... hai preso la strada giusta?... lo sapevi che la vita non era una cosa
artificiale... non puoi usare la chimica per far girare un motore nato per alimentarsi di amore, di malinconia, di gioia, di
dolore... ti credevo più grande... ti volevo distante da quel mondo che a me non mi
va... perchè non ami guardare le stelle?... Ma Come ti va ora?...
c’è la voglia dentro di te, di prendere il mondo per quello che
è? Credo che non ci sia bisogno di spiegare il significato di questo
testo... prendetelo e fatelo vostro... chiedete sempre ad un amico come gli
va! |
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Dai che ce la fai |
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Dai che ce la fai, potrebbe essere un documento allegato alla
vita...
alla canzone de “I burdèl”... credo sia inutile spiegarne il
contenuto... qui il testo è inequivocabile... forza Burdèl ce la devi
fare... ce la farai! |
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El de’ e l’avè |
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Tradotto in Italiano significa: “il dare e l’avere”. Questa frase a volte è un modo di dire che si usa quando credi di fare una cosa da furbo e a sua volta tu stesso pensi di esserne
immune... ma invece ti ritorna (e magari con gli interessi). Nella vita c’è sempre un dare e
l’avere... come dicevano i vecchi di una volta “ le difizle andè è mulèn senza infarines” – “E’ difficile fare il mugnaio senza sporcarsi di farina”. Nella vita se commetti qualcosa di ingiusto, prima o poi ti ritorna indietro e in questa canzone sono andato oltre con la mia fantasia: ho immaginato un tradimento con un inconsapevole controtradimento perfetto! Teatro di scena un piccolo paesino dove si conoscono
tutti... dove tutti sanno meno gli interessati!... Dove un uomo aspetta che il marito della sua amante esca alla sera per andare abituariamente all’unico bar del paese, per poi salire in casa della
donna... ma se il marito invece di andare al bar avesse fatto la stessa
mossa?... Se fosse andato anche lui a trovare un’amante e ironia del destino fosse proprio la moglie del personaggio di questa
storia?... Questo ho immaginato!... Ora ad ognuno di voi le
conclusioni... Potrebbe essere solo fantasia di chi scrive o potrebbe veramente accadere nella realtà?!... |
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I burdèl |
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Per noi Romagnoli è forse la parola più usata: nu fa è burdèl – è mi burdèl – lè tròpa burdèla – andèm burdèl – forza burdèl – che burdèl un sta bèn
– ... potrei continuare all’infinito. Burdèl (bambino-
ragazzo)... in questa canzone c’è la storia di tutti i burdèl del
mondo... c’è tutto il percorso di una vita da quando si esce dal grembo della
mamma... c’è l’uomo con tutti i suoi pregi e i suoi difetti, con le sue sicurezze e le sue
paure... con le piccole o grandi bugie che gli raccontano per farlo crescere lentamente e prepararlo ad un’autodifesa contro le difficoltà che inevitabilmente la vita gli metterà davanti lungo tutto il percorso. |
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Io vivo la notte |
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La notte perché ha quel qualcosa di magico che risveglia in noi i più sentiti e forti sentimenti? Perché il buio che da piccoli ci fa
paura... piano piano si trasforma in un teatro di scena dove tutti vogliamo recitare una parte
importante. Gli amori, la creatività artistica, le fantasie più
grandi... sono grandi amici della notte... la notte fa vincere la timidezza, nasconde peccati, debolezze, ha le stelle, ha la
luna... la notte ti fa cantare, sognare... Splendida...
la amo tantissimo! |
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L’umèt se carèt |
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(L’ometto con il carretto) Un uomo piccolo di statura di professione pescivendolo ambulante, che a bordo di un carretto trainato da un cavallo, partiva dal suo paesino e faceva 40 km al giorno per guadagnarsi la vita.
Raggiungeva il porto di Rimini, caricava le casse di pesce e poi tornava verso il suo paese.
Appena uscito dalla Città, cominciava la vendita casa per casa...
le donne sapevano gli orari e lo aspettavano con il piatto in mano per comprare il pesce. Erano gli anni sessanta, anni
irripetibili... la gente era piena di entusiasmo e l’aria profumava di vita che neanche il forte odore del pesce riusciva ad inquinare.
Io ero un bambino molto birichino come del resto tutti i miei
coetanei...
Le birichinate (al birichinède)... I dispetti ai grandi!
Aspettavamo il povero ometto nascosti dietro ad un bosco e appena passava lanciavamo piccole pietre verso il cavallo che s’imbizzarriva e s’impennava facendo scivolare alcune casse a terra.
Credo che nell’ultima frase della canzone “l’era bèl vedle a zirchè è su pes che u iera caschè” – “era bello
vederlo raccogliere il pesce che gli era caduto” ci sia tutta l’innocenza, l’inconsapevolezza del bambino che non immagina neanche lontanamente quanto sia importante quel pesce per il povero pescivendolo.
Oggi siamo cresciuti e l’ometto con il carretto siamo noi... al posto del cavallo c’è la
macchina... e al posto dell’odore del pesce ci sono i gas
inquinanti... l’aria è pesante e profuma sempre meno di vita...
la sfrenata corsa al progresso ci ha fatto perdere i veri valori esistenziali. Oggi i bambini non ci aspettano per tirarci le
pietre... non hanno tempo... sono davanti al pc a navigare su
internet... sono già grandi e quando dovrebbero diventarlo veramente, sono già vecchi e stanchi. Sarebbe bello e opportuno fare un passo
indietro... almeno proviamoci!! |
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Meteora |
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E’ l’amore che esplode fra generazioni abbastanza
lontane... un amore a volte sicuramente difficile da capire, da
interpretare... rifiutato da moralisti!... Ma che è comunque una realtà di questa vita. Si potrebbe aprire un grande dibattito alle infinite debolezze dell’essere umano, ma consci anche che forse non troveremo mai tutte le risposte che
cerchiamo... Tra le mille o più motivazioni, ci potrebbe sempre sfuggire quella reale. |
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Remin |
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La mia città... mare, sole, amori, divertimento...
questo è stato Rimini... oggi purtroppo un po’ meno... ma nelle parole di questa canzone traspare: un favoloso e nostalgico ricordo di come era la mia città negli anni
d’oro... E la gelosia, la paura che possa perdere la propria identità, i propri
valori...
Rèmin me at vòi bèn anche se a so nèd a Gaièn….Gaiano è un piccolo paesino che fa parte della
Provincia... li sono nato ma ora il mio cuore è qui. |
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Solo con me |
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Quante volte ci siamo fermati e non abbiamo indagato fino in fondo nella nostra
anima... abbiamo chiuso gli occhi per non rischiare di trovarci sbattuta in faccia una realtà che fa
male?... Questa volta però il personaggio della canzone sente il bisogno di una profonda ricerca su se
stesso... per conoscersi e capire cosa veramente vuole: - voglio restare solo e cercare nell'angolo
più lontano della mia anima, dove fino ad ora non sono mai riuscito o non ho voluto mai
arrivare... voglio scavare anche se mi farà male... ma voglio
sapere! |
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